10 gennaio, 2007

IL BILANCIO ONESTO

[IlSole24ore.com] Con un passivo di 181,5 milioni di euro nell'ultima stagione, l'FC Internazionale stabilisce il primato delle perdite tra le società di calcio italiane. Il risultato emerge dal bilancio consolidato al 30 giugno 2006, predisposto per la prima volta dalla squadra presieduta da Massimo Moratti, ma non divulgato. Finora era noto il bilancio civilistico dell'Inter, approvato dai soci il 6 novembre. Questo documento dichiara una perdita netta di 31,14 milioni, un deficit contenuto rispetto alle consuetudini del club nerazzurro, reduce da una perdita di 118,7 milioni nel 2004/2005. Il precedente record negativo era del Parma Ac di Calisto Tanzi nel 2002/2003, finito in amministrazione straordinaria con 167,3 milioni di passivo.

Con l'analisi dei conti dell'Inter si apre un'inchiesta del «Sole 24 Ore» sui bilanci delle società di calcio. Conti sempre traballanti, nonostante vengano partoriti nuovi artifici contabili. Dopo la legge salvacalcio, varata nel 2003 e bocciata dall'Ue, le squadre più "intraprendenti" hanno escogitato la rivalutazione e cessione del marchio. Ma si tratta di operazioni in famiglia: la cessione a se stessi. Questo ha consentito di mettere una toppa (di carta) ai buchi della gestione nei bilanci civilistici, nei quali formalmente vengono ammesse plusvalenze anche se realizzate in famiglia e quindi, in realtà, fasulle. Anche la Covisoc, la commissione della Figc che vigila sui conti delle squadre, dopo aver tentato l'affondo del rigore l'estate scorsa è stata tollerante sui conti taroccati.
L'Inter ha dichiarato una plusvalenza di 158 milioni a fine 2005 "vendendo" il marchio alla controllata Inter Brand Srl. Nel bilancio civilistico questo guadagno è stato utilizzato per ridurre le perdite. I revisori della Kpmg però hanno storto il naso,con richiami o eccezioni su questa e altre voci del bilancio di Moratti. Tra l'altro — rileva Kpmg — su questa plusvalenza non è stata accantonata l'Irap, che sarebbe di6,7 milioni e aumenterebbe la perdita finale.Nell'ultimo bilancio l'Inter ha stanziato 111,8 milioni di ammortamenti per assorbire il 35% della svalutazione calciatori fatta con la legge salvacalcio ( per 319,4 milioni totali).Dovrà assorbire i residui 111,8 milioni con il bilancio corrente, al 30 giugno 2007.
Il 9 giugno 2006 l'Inter ha ottenuto da Banca Antonveneta un finanziamento di 120 milioni, dando in pegno il marchio. L'Inter si è impegnata a rispettare parametri economici e finanziari, Moratti si è impegnato «a supportare economicamente e finanziariamente in caso di necessità la società e su tale presupposto è stato redatto il bilancio consolidato», si legge nel documento.

Nel consolidato, che dà una rappresentazione dei conti più realistica, è stata eliminata la plusvalenza di 158 milioni perché infragruppo ed è stato stornato l'ammortamento di 7,9 milioni sui marchi. Questo ha fatto emergere la perdita di 181,5 milioni, anziché di 31 milioni come nel civilistico. Il costo del personale è di 141,95 milioni, su un valore della produzione di 210,45 milioni, escluse le plusvalenze da calciomercato, pari a 7,5 milioni. Altro indice di fragilità è il patrimonio netto consolidato: a fine giugno era negativo per 122,8 milioni, contro debiti verso banche per 209 milioni (e 35 milioni di liquidità). Moratti ha appena varato un rafforzamento patrimoniale e un riassetto, attraverso la fusione tra FC Inter e Inter Capital Srl, la nuova società azionista di controllo del club, costituita il 4 luglio 2006 e posseduta da Internazionale Holding. Con la fusione, approvata ieri dai soci, il club riceverà liquidità per 70 milioni, assicurata da un aumento di capitale di Inter Capital per metà già versato da Moratti, il quale aumenta dall'89 al 92% la sua quota nella squadra di calcio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Letto sul 24ore del 10 gennaio che il consolidato dell'Inter segna una perdita di 360 miliardi delle care vecchie lire per la stagione dello scudetto di cartone, sentite le dichiarazioni del siberiano di Londra che si vuole dimettere dal circolo dei deficienti e puntare sui giovani, convinto che il bilancio del Milan sarà poco meno peggio per non parlare della "Giuve" che si è persa per strada il socio e finanziatore libico e che le altre, a partire da quelle del Cupolone, sono tecnicamente fallite da qualche anno, mi chiedo se tutti noi possiamo continuare a fingere che questo baraccone non esploderà... per esempio quando i diritti televisivi dimezzeranno perché l'australiano delle tv si accorgerà che con le nuove leggi i conti non tornano più.

Il problema è che questo calcio porta beneficio solo ai giocatori gratificati da ingaggi assurdi.
Pigliamo il nostro Milan. Una scamorzina come Oddo è forse necessaria e non è il cartellino quello che fa più scandalo. Sono i 5 miliardi al netto delle tasse, a carico della società, che il mediocre pretende ogni anno per traslocare a Milano. Rammento che per incassare quanto basta per sopire l'appetito di Oddo, non sono sufficienti gli incassi di due semifinali di Champions.

Con questo andazzo si va allegramente verso un iceberg di proporzioni marziane. Forse Berlusconi lo ha capito. Il Fernandel di Via Durini sembra di no. Forse bisogna girare pagina tutti, oppure aspettare che a questo gioco al massacro economico vogliano concorrere in futuro i petrolieri del deserto.

Ugo